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5 citazioni chiave dal nuovo rapporto del Cyber Security Centre sui malware infostealer

Le agenzie governative raramente prestano un'attenzione esplicita alla crescente minaccia degli infostealer, ma in Australia le cose stanno cambiando. L'Australian Cyber Security Centre (ACSC) ha recentemente pubblicato il rapporto "The Silent Heist", un'analisi approfondita dell'ecosistema degli infostealer. Ecco i cinque risultati più importanti.
Le agenzie governative raramente prestano un'attenzione esplicita alla crescente minaccia dei cosiddetti "infostealer" (software che rubano informazioni), ma in Australia le cose stanno cambiando. L'Australian Cyber Security Centre (ACSC) ha recentemente pubblicato il rapporto intitolato "The Silent Heist", un'analisi approfondita dell'ecosistema degli infostealer. Di seguito sono riportati i cinque dati più importanti emersi.
"L'uso di info stealer da parte dei criminali informatici rappresenta una minaccia per la sicurezza e il benessere delle organizzazioni australiane".
Gli infostealer vengono spesso sottovalutati, forse perché sono un fenomeno relativamente nuovo. Tuttavia, l'ACSC sottolinea che essi rappresentano una minaccia diretta per la sicurezza e il benessere delle organizzazioni australiane. Questo avvertimento è altrettanto applicabile alle organizzazioni europee.
2. "L'Australian Cyber Security Centre dell'Australian Signals Directorate ha identificato violazioni delle reti aziendali originate dall'accesso di dipendenti a risorse di lavoro da dispositivi personali compromessi".
Questo risultato evidenzia il motivo per cui gli infostealer sono così pericolosi: gli attacchi informatici riusciti iniziano spesso quando i dipendenti effettuano l'accesso da dispositivi personali compromessi. Gli aggressori utilizzano credenziali di accesso legittime ottenute da questi dispositivi infetti, dimostrando che gli infostealer rappresentano un rischio reale e concreto.
3. "Il crescente volume di dati rubati in vendita sui mercati del dark web e l'aumento dell'attività degli initial access broker che sfruttano questi dati riflettono questa tendenza in ascesa, che ha subìto un'accelerazione nel 2024".
Le ultime parole sono cruciali: il rischio derivante dagli infostealer ha subìto un'ulteriore accelerazione nel 2024. Questo vale sia per l'aumento dei dati rubati messi in vendita, sia per l'incremento delle attività degli initial access broker che sfruttano tali dati.
4. "Le organizzazioni che consentono a dipendenti, appaltatori, fornitori di servizi gestiti o altre entità di accedere alla propria rete da remoto, anche con hardware Bring Your Own Device (BYOD), devono essere consapevoli dei rischi degli info stealer e proteggersi da questa minaccia".
Le organizzazioni che consentono l'accesso da remoto, soprattutto tramite BYOD, devono essere consapevoli dei rischi posti dagli infostealer. Nonostante la crescente minaccia, spesso mancano ancora misure adeguate. Le organizzazioni che consentono l'accesso da remoto, soprattutto tramite BYOD, devono essere consapevoli dei rischi posti dagli infostealer. Nonostante la crescente minaccia, spesso mancano ancora misure adeguate.
5. "Le organizzazioni potrebbero non essere in grado di imporre controlli sui dispositivi che si connettono alla loro rete aziendale, in particolare sui dispositivi personali utilizzati dai dipendenti che lavorano da remoto".
Le autorità australiane avvertono che le organizzazioni hanno spesso uno scarso controllo sui dispositivi personali che si connettono alla loro rete, in particolare con il lavoro da remoto, un fenomeno che riscontriamo anche tra i nostri clienti.
Ciò evidenzia l'importanza del monitoraggio degli infostealer. Come organizzazione, siete responsabili di ciò che i vostri dipendenti fanno con i vostri dati sui vostri sistemi interni, ma vi manca il controllo sui dispositivi da cui si originano le infezioni. Il monitoraggio delle nuove infezioni aiuta a colmare questa lacuna e offre un controllo migliore su rischi che altrimenti sarebbero fuori dalla vostra portata.
Ricevi un avviso nel momento stesso in cui i dispositivi e le sessioni compromessi vengono messi in vendita nei mercati criminali.