Azienda22 set 20241 min di lettura

IBM e Intezer: "I malware infostealer costituiscono la maggior parte dei campioni di malware unici che colpiscono Microsoft Windows"

Per IBM e Intezer gli infostealer sono il 17,8% dei campioni di malware unici che colpiscono Microsoft Windows, la quota più alta di tutte.

IBM e Intezer: "I malware infostealer costituiscono la maggior parte dei campioni di malware unici che colpiscono Microsoft Windows"

I malware di tipo infostealer sono in costante aumento e, con essi, anche le statistiche che monitorano questa minaccia crescente. Molte aziende pubblicano report, ma cosa significano davvero questi numeri? Abbiamo analizzato i dati in modo più approfondito per offrirvi un quadro dettagliato. Non avete tempo di leggere tutto? Il nostro sistema di valutazione Passguard valuta l'utilità delle statistiche su una scala da 1 a 5. Comodo, vero?

Un interessante contributo al Threat Intelligence Index di IBM X-Force proviene da una ricerca della società di software israeliana Intezer. L'azienda ha studiato le modifiche apportate al codice di vari tipi di malware. La ricerca mostra che gli infostealer sono in cima alla lista dei campioni di malware unici che colpiscono Microsoft Windows, rappresentando il 17,8%. Nella sua analisi, Intezer ha distinto tra codice riciclato e codice unico.

Questa statistica, combinata con la precedente statistica di IBM [link interno all'articolo 2], evidenzia una continua innovazione all'interno della community degli infostealer. Michelle Alvarez, manager dello Strategic Threat Analysis Team di IBM X-Force, ha spiegato in un'intervista a The Register: "Gli operatori di malware tendono a innovare in alcune aree più rispetto ad altre. L'anno scorso è stato il turno dei malware infostealer".

Conclusione

Questa statistica offre uno spunto interessante. La ricerca di Intezer rivela un continuo gioco del gatto e del topo tra i creatori di infostealer e Microsoft, con nuove vulnerabilità che vengono continuamente scoperte e corrette. Inoltre, è molto utile che IBM spieghi chiaramente come è stata condotta la ricerca.

Un punto critico è che non abbiamo accesso ai risultati completi dello studio (e non siamo riusciti a trovarli altrove). Una percentuale del 17,8% non indica un dominio assoluto, il che ci rende curiosi di conoscere i punteggi di altri tipi di malware e come questa statistica si confronti con i malware che colpiscono sistemi operativi diversi da Windows. Senza questo contesto, è difficile valutare appieno i risultati.

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